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Marzo 2010 |
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La fuga
Mamma Annunziata e papà Antonio, impressionati dall' esagerato fervore di
penitenza del piccolo Gaspare, lo affidarono alla guida dotta e saggia di Mons.
Marchetti. Il pio sacerdote gli fece comprendere che Dio non voleva da lui così
dure penitenze, bensì preghiere fervide, ubbidienza, impegno nello studio e,
soprattutto, uno sforzo continuo nel dominare i difetti del suo carattere. Con
una guida così premurosa ed oculata, Gaspare, con sorprendente precocità,
continuò l'ascesa nelle cose dello spirito.
Il piccolo accompagnava ogni mattina la mamma nella chiesa del
Gesù, dove ascoltava la Messa e non mancava di ringraziare il Saverio per la
singolare guarigione ricevuta per la sua intercessione. Riceveva spesso la S.
Comunione e «guardava 1' Ostia Consacrata acceso in volto come un cherubino».
Mirando l'immagine del Saverio, «una volta - com'egli stesso raccontò da grande
- si sentì inondare il cuore da tanta dolcezza, che gli sembrò d'essere in
paradiso». Ripeteva spesso da allora: «Potessi diventare un apostolo come lui!
Potessi morir martire per la conversione degli infedeli»! |
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Ora Gaspare, nel palazzo e nei dintorni,
era chiamato da tutti il santarello. Ma un giorno, il santarello, ne
combinò una proprio grossa!
Capitò in casa il frate cercatore della Terra Santa e, mentre
Annunziata andò a prendere 1'obolo nel cassettone, i ragazzi lo
circondarono, ascoltando a bocca aperta quanto il frate narrava dei
luoghi bagnati dal Sangue di Gesù, e dei Turchi che, non credendo a
Gesù, martirizzavano i missionari che cercavano di convertirli alla
vera Fede. Non ci voleva altro per sbrigliare la fantasia dì
Gaspare. Quel frate era stato proprio mandato da Dio! Era la
chiamata, era giunto il momento di partire per predicare il Vangelo
e morire martire per la Fede! Passò la notte a rimuginare sotto le
lenzuola il piano della fuga nei suoi minimi particolari. Non
riusciva più a frenare la smania! Senza confidarsi con qualcuno,
gli sarebbe scoppiato il cuore in petto!
Nello stesso palazzo abitava Maria Tamini di anni sette; era la
figliola del Dispensiere del Principe - ottima famiglia, come quella
di Gaspare e sua compagna di studio, di preghiera e di giochi.
«Maria - le disse - io fuggo di casa e vado a predicare il Vangelo
ai Turchi. Vieni anche tu?» La bambina, sulle prime, restò
titubante, poi si entusiasmò anche lei ed accettò. «Però - dice - i
Turchi sono tanti; che facciamo noi due soli? Diciamolo anche ai
nostri compagni».
Gaspare convocò subito una riunione segreta e ne parlò ai piccoli
amici. Essi, abituati a subire il fascino del santarello, e a
imitarlo e seguirlo nella vita d'ogni giorno, si entusiasmarono
immediatamente. Discussero il piano con massima serietà. «Sì,
andiamo tutti! Ma... i Turchi dove sono? Chi ci insegnerà la
strada?» Gaspare aveva sempre la risposta pronta: «Domanderemo... e
poi il Signore ci manderà la sua stella come ai Re Magi». «E per
mangiare?» «Lo chiederemo alla buona gente. Chi rifiuterà un pezzo
di pane ai missionari che vanno a morire per la Fede?». «Deve venire
anche Maria...». «Sì, verrò, dice la ragazza, ma io sono una donna.
Che dirà la gente?» «Ti travestirai da uomo - risponde subito
Gaspare - prendi il vestito di tuo fratello.»
Maria, nella notte, trafugò il vestito del fratellino che dormiva;
ma poi questi, non trovandolo sulla seggiola al mattino, scoppiò in
lacrime. Maria, confusa, rivelò tutto alla mamma... e il piano andò
in fumo, anzi, finì a scapaccioni!
Oggi fuggire di casa è cosa d'ordinaria amministrazione per i
nostri ragazzi, ma allora, che i bambini erano sempre appiccicati
alle gonnelle delle mamme e non osavano da soli neppure ficcare il
naso fuori dell' uscio, il piano di Gaspare era davvero ardito e
straordinario.
La bella compagnia non si sciolse; rimase compatta per attuare a
Roma quello che non poterono andare a fare tra i Turchi. I cari
compagni di Gaspare rimasero tra loro uniti anche da grandi. Sotto
la sua guida Maria divenne una santa suora, Filippo Berga monaco
basiliano a Grottaferrata, Carlo Valletta divenne cardinale,
Domenico Girometti canonico di 5. Marco, come S. Gaspare.
Quella fuga, per Gaspare, fu solo rimandata. Nessuno riuscì mai a
fermarlo nel continuo peregrinare missionario, alla ricerca di anime
da salvare, per tutta la vita. |
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Amato San Gaspare, chiedi anche tu a Gesù per noi che sorregga la nostra
fede, quando ci sentiamo sopraffatti dalla prova e, in cambio della nostra
povertà, accolga l'offerta sincera del nostro sacrificio in unione al
sacrificio di Cristo Crocifisso e Risorto. |
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